Le due facce della Grecia: mito e ortodossia

9 Settembre 2022

Mito e Ortodossia: sono le due facce della Grecia, una dualità che suscita ammirazione e riflessione
in tutti quelli che la visitano.
Scopriamo i luoghi e i monumenti simbolo tanto del mondo pagano, quanto di quello ortodosso.

LA GRECIA MITICA

bassorilievo che raffigura una quadriga, agorà di atene

Percorriamo alcuni luoghi iconici della Grecia, quelli che simboleggiano la civiltà classica,
gli ideali e gli dei antichi.

Sono un canone di bellezza a tutti gli effetti.

1. SANTUARIO DI DELPHI

particolare del tempio monoptero nel sito di Olimpia
veduta panoramica del sito di Delphi, con Parnaso sullo sfondo

Il Dio Apollo aveva un tratto che piaceva molto agli uomini: la possibilità di mettersi in contatto con lui.
L’iter da seguire era complesso, e alquanto particolare.
La persona che desiderava consultare il Dio viaggiava fino al santuario di Delfi, dove la sua domanda veniva pronunciata da interposta persona: la Pizia.
Questa era una donna, una sacerdotessa, la sola che poteva interrogare il Dio, e ottenerne una risposta.
Chiusa nella cella, lontana da occhi indiscreti, la Pizia inalava degli strani fumi che fuoriuscivano da una fenditura del terreno, proprio sotto il tempio di Apollo.
A quel punto cadeva in una specie di trance, pronunciando suoni disarticolati, parole sconnesse: era il Dio a parlare, tramite lei.

L’Oracolo (la risposta) così ottenuto voleva dire tutto e niente: magmatico, confuso, il significato letterale dell’oracolo non combaciava mai con il suo significato reale.
Erano poi i sacerdoti, una sorta di casta del tempio, che si premuravano di interpretare “correttamente” le risposte, a patto che l’interrogante allargasse i cordoni della borsa – eh eh!

la pizia del tempio di apollo che oracola davanti ai sacerdoti

Una bella finzione, diremmo oggi. Eppure no: recenti studi scientifici dimostrano come i vari terremoti che periodicamente squassano la regione, abbiano un effetto anche sugli idrocarburi intrappolati nel suolo.
Mischiandosi all’acqua di una vicina sorgente, risalgono in superficie sotto forma di vapore.
Questi gas contengono etilene, una sostanza che induce euforia, e – se inalata in grosse quantità, può portare a uno stato di trance. Ecco spiegato il comportamento della Pizia delfica.

Durante tutta l’antichità il sito crebbe a dismisura, vuoi per la fortuna dei responsi (e dell’oro intascato dai sacerdoti 🤑), vuoi per i tempietti votivi che le polis della Grecia facevano a gara nell’erigere lungo la via sacra.
Percorrerla oggi, mentre la brezza del Parnaso ti accarezza la faccia, è un’esperienza impagabile.
In cima al sito ti attende lo “Stadio”, di epoca romana.

Se vuoi immergerti davvero nel luogo (e sei di gamba buona!) puoi incrociare un sentiero poco sopra lo stadio (o imboccarlo dall’inizio, dietro il Museo Archeologico al limitare della cittadina).
Ti porterà fino alla chiesetta di Santa Parasceva, da dove avrai un colpo d’occhio sul sito e sulla valle della Focide: epico!

Come raggiungere il Santuario di Delphi:

  • DA PATRASSO IN AUTO icona auto
    dal porto di Patrasso segui le indicazioni per A5/E55.
    Imbocca la E65 in direzione di Apollonos a Delfi. Segui Apollonos in direzione di Siggrou a Delfi.
    Tempo di percorrenza medio: due ore / due ore e un quarto

  • DA PATRASSO IN BUS icona bus
    gli KTEL – gli autobus a lunga percorrenza per le tratte extraurbane – partono dalla stazione adiacente al porto. La tratta per Delfi viene eseguita 4 volte a settimana.
    Tempo di percorrenza medio: due ore e mezza

 

2. PARTENONE

vista dell'acropoli di Atene con Partenone illuminato
sotto il Partenone, acropoli di Atene

L’opera di Fidia non ha bisogno di presentazioni: il Partenone è un’icona, lo era nell’antichità e lo è ancora oggi.
Basti pensare che la sua facciata si inscrive perfettamente in un rettangolo aureo, e che tutti suoi elementi – le colonne, i capitelli, il frontone etc…  intrattengono tra loro dei precisi rapporti matematici!
È stato ritratto in tutte le salse – Ippolito Caffi, Von Klenze, Gell;
è stato convertito a tutti gli usi – tempio della Dea Atena, Chiesa Cristiana, Moschea e magazzino;
è stato… bombardato: i turchi lo avevano adibito a polveriera, e i veneziani pensarono bene di colpirlo con una bombarda! 💣

Nel 900, ma soprattutto negli anni più recenti, è stato oggetto di profondi restauri che l’hanno fatto nuovamente risplendere.
Oggi campeggia superbo sull’Acropoli di Atene, esattamente come 2500 anni fa.
Così ci ricorda dove sta la culla della Civiltà occidentale.

Come raggiungere il Partenone:

Una volta sbarcati a Patrasso con una nave Anek, ci sono diverse soluzioni per raggiungere il Partenone di Atene.
Auto, treno o bus Patrasso – Atene: consulta le indicazioni, e anche i luoghi inediti lungo il percorso!

 

  • DA PATRASSO IN AUTO icona auto
    arrivati ad Atene, ferma l’auto in uno dei tanti parcheggi (a pagamento) che costeggiano la via Rouverto Galli. Da lì un comodo passeggio fino all’ingresso principale dell’Acropoli…
    Tempo di percorrenza medio: due ore e mezza
  • DA PATRASSO IN BUS icona bus
    arrivati ad Atene, il bus ferma alla stazione KTEL. Dalla adiacente piazza Vittoria, prendi la metro M1 Biktṓria e scendi alla fermata Monastiraki. Da lì al Partenone giusto il tempo di un passeggio che costeggia l’Acropoli, fino all’ingresso.
    Tempo di percorrenza medio: tre ore e tre quarti
  • DA PATRASSO IN TRENO
    arrivati a Larissa Station (stazione dei treni di Atene), prendi la Metro M2 e scendi alla fermata Acropoli.
    Da lì l’ingresso più comodo in linea d’aria è Areopagitou, a su est del sito.
    Tempo di percorrenza medio: tre ore e mezza

 

3. TEMPIO DI ZEUS – OLIMPIA

vista dell'acropoli di Atene con Partenone illuminato
tempio monoptero nel sito di Olimpia

Hai presente i giochi olimpici?
Sono nati nell’Elide, una regione storica del Peloponneso lambita dal fiume Alfeo, a poca distanza dal Mar Ionio.
Qui gli atleti giunti da ogni parte dell’Ellade si sfidavano nello stadion – diciamo una sorta di “200 metri corsa” attuali, nel pancrazio – un combattimento che fondeva lotta e pugilato, nella corsa dei carri… E tanto, tanto altro.
292 edizioni, dal 776 a.c. al 393.d.c., tutte in onore di Zeus, il padre degli Dei.
Olimpia era un’area cultuale – la più famosa di tutta la Grecia, e “panellenica” – quindi adorata da tutte le poleis greche.
Sono queste prerogative ad aver fatto la fortuna di Olimpia e dei suoi giochi, quanto del tempio eretto in onore di Zeus, nel V secolo a.c.
Di questo superbo edificio oggi possiamo ammirare le sculture del fregio, di grande equilibrio dinamico. Il resto è andato distrutto in un terremoto del VI secolo d.c.
Ma la vera gemma di tutto il repertorio era la statua Crisoelefantina di Zeus, considerata una delle sette meraviglia del mondo antico. In oro e avorio, alta 12 metri, fu collocata all’interno del tempio da Fidia, lo stesso architetto del Partenone.
Della statua si sono perse le tracce da tempo immemorabile.
Eppure, passeggiando nell’area archeologica, se tendi bene l’orecchio puoi sentire l’alito di Zeus che si insinua tra le fronde dei pini…

Come raggiungere Olimpia:

 

  • DA PATRASSO IN AUTO icona auto
    ti consigliamo la soluzione costiera, strada E55 in direzione di Archea Olimpia, più un ultimo tratto sulla E074.
    Tempo di percorrenza medio: un’ora e tre quarti

  • DA PATRASSO IN BUS icona bus
    puoi optare per uno dei bus KTEL – i lunga percorrenza, che partono dalla stazione adiacente al porto.
    Tempo di percorrenza medio: un’ora e tre quarti

 

LA GRECIA ORTODOSSA

foto di chiesa ortodossa in oia town - santorini

La Grecia non è solo classicità, anzi:
c’è il rito ortodosso a fare da sfondo a tutta la società.
Una volta era il cristianesimo dell’impero romano d’Oriente; poi le differenze con l’Occidente s’acuirono sempre più,
finché non fu Scisma.
Roma vs Costantinopoli, ognuna per sé.
Oggi la situazione è pacifica, ma anche più variegata: esistono molte “Chiese” greco-ortodosse, sparse per tutto l’oriente.
Quando ci riferiamo alla Grecia, parliamo di chiesa ortodossa di Grecia.
Scopriamo insieme alcune perle architettoniche di questo mondo, tanto affascinante quanto misterico.

1. MONASTERO DI AGIOS STEFANOS

veduta aerea di agios stefanos su meteore
veduta aerea di agios stefanos su meteore

Il monastero di Agios Stefanos (Santo Stefano), abitato da monache ortodosse, è senza dubbio uno degli edifici più affascinanti del complesso delle Meteore.
L’etimo della parola ci aiuta subito a definire il luogo, visto che “meta” = “in mezzo” e “aer” significa “aria”.
È letteralmente così: monasteri bellissimi, senza tempo, abbarbicati su dei giganteschi monoliti di roccia. Se ne stanno in mezzo all’aria.

Quello di Agios Stefanos, eretto nel 1191, pur audace, è il più accessibile: basta attraversare un ponte dalla strada; niente pareti a strapiombo, niente scalini ripidissimi!
Nelle epoche più remote era abitato da monaci che praticavano l’esichia – ovvero la ricerca di Dio tramite una vita ascetica, lontani da qualsiasi distrazione “mondana”.
Poi un lento declino fino al 1961, quando venne riabilitato in pianta stabile come monastero femminile. Oggi è molto attivo sul fronte spirituale e delle opere di Carità.
La vista dalla balconata, con la valle attraversata dal fiume Peneo e la città di Kalambaka, è magnifica. Uno scatto perfetto per il tuo Instagram!

Come raggiungere Agios Stefanos (Meteore):

 

  • DA IGOUMENITSA IN AUTO icona auto
    dal porto di Igoumenitsa, segui le indicazioni per l’autostrada (Patriarchou Athinagora) e prendere in direzione A2/E90. Poi prendere l’uscita verso Trikala, e seguire E92/E06 fino alla destinazione.
    Tempo di percorrenza medio: 2 ore e un quarto

  • DA IGOUMENITSA IN BUS icona bus
    puoi optare per uno dei bus KTEL – i lunga percorrenza, che partono dalla stazione adiacente al porto.
    Tempo di percorrenza medio: 5 ore

 

2. MONASTERO DI VLACHERNA

la chiesetta di vlacherna al tramonto
la chiesetta di vlacherna e l'isola di pontikonissi

La chiesetta di Vlacherna, con l’isolotto di Pontikonissi che la fa da sfondo, suscita davvero sensazioni uniche. Quando attraversi la passerella in pietra che la collega alla terraferma, e le sue campiture bianche e i tetti spioventi si fanno più nitidi alla luce del tramonto, ti sale un senso di meditazione e relax.
Sembra un posto fuori del tempo, mitico: e infatti il Mito narra che l’isolotto di Pontikonissi, a 5 minuti di barca dalla chiesetta, sia la barca di Ulisse trasformata in roccia dall’ira di Poseidone.

Poi però nelle architetture scorgi elementi veneziani, nel mare una calma che ricorda l’adriatico:
perché siamo a Corfù, una delle isole ioniche più belle e allo stesso tempo più facili da raggiungere, grazie ai nostri traghetti.

Come raggiungere il monastero di Vlacherna:

 

  • DA CORFU CITTÀ A PIEDI / IN BICI icona a piedi icona bici
    4 km di passeggio lungomare (consiglio: puoi noleggiare una bici elettrica al porto di Corfù e tramutarla in una city ride!)
    Tempo di percorrenza medio: 40 minuti (bici)

  • DA CORFU CITTÀ IN AUTO icona auto
    dal centro di Corfù prendi la strada Paleopolis verso sud
    Tempo di percorrenza medio: 20 minuti

  • DA CORFU CITTÀ IN BUS icona bus
    prendi la linea 2A dal porto di Corfù
    Tempo di percorrenza medio: 30 minuti

 

3. MONASTERO DI AMORGOS

la chiesetta di vlacherna al tramonto
monastero di amorogos su parete rocciosa isola

Come raggiungere il monastero di Amorgos:

 

  • DA CHORA IN AUTO icona auto
    segui la strada per Agia Anna fino a un bivio, gira a sinistra e fermati al parcheggio da cui parte la scalinata del monastero.
    Tempo di percorrenza medio: 10 minuti

  • DA CHORA IN BUS icona bus
    prendi il bus per la spiaggia di Agia Anna; la fermata interessata si trova a ca. 300 metri dall’inizio della scalinata.
    Tempo di percorrenza medio: 15 minuti

Di solito, quando parliamo di Monasteri, ci riferiamo a una sospensione mistica, spirituale.
In quello di Amorgos, la sospensione è anche geografica: incastonato in una parete a strapiombo sul mare.
Un edificio incredibile, che segue la conformazione naturale della scarpata: alto 40 metri, largo mezzo metro, con piccole fenditure che si aprono tra le mura bianchissime.

Uno spettacolo unico, sensazionale. Questo guardiano ortodosso sorveglia il mare delle Cicladi da tempo immemorabile: era il 1088 quando l’imperatore Alessio Comneno ne ordinò la costruzione per ospitare le reliquie della Vergine Maria.

E oggi è lì, gemma preziosa che ti attende dopo un sentiero un po’ faticoso, che conta 267 scalini!
Ma la vista è impagabile, e l’accoglienza pure. Perché terminata la salita ti verrà offerto del “rakòmelo” – liquore tipico a base di miele fatto fermentare direttamente dai sacerdoti.
E tutte le fatiche svaniranno! 😆

INFORMAZIONI UTILI

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"Mito e Ortodossia possono convivere? In Grecia sì: scopriamo i luoghi iconici di una nazione senza tempo."

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